Casa Arcangeli rivive negli scatti di Giuseppe De Mattia a Palazzo Bentivoglio


Dal 13 al 15 novembre 2026, la biblioteca bEB di Palazzo Bentivoglio a Bologna ospita Casa Arcangeli, un progetto fotografico di Giuseppe De Mattia che restituisce, attraverso dodici immagini, le tracce della vita domestica e intellettuale di una delle famiglie più significative della cultura bolognese del Novecento.
La memoria dei luoghi, le tracce lasciate dagli oggetti e il sottile confine tra presenza e assenza sono al centro di Casa Arcangeli, il progetto fotografico di Giuseppe De Mattia, protagonista di un'esposizione negli spazi di bEB, la biblioteca di Palazzo Bentivoglio a Bologna, dal 13 al 15 novembre 2026.
La mostra presenta dodici fotografie tratte dalla serie Strada Maggiore 49 (Casa Arcangeli), recentemente acquisite dalla collezione permanente dell'istituzione bolognese. Un nucleo di immagini che documenta gli ambienti dell'ultima dimora della famiglia Arcangeli, trasformando gli spazi vuoti di un appartamento in un racconto visivo della memoria individuale e collettiva.
Realizzato nel 2013, il progetto nasce poco prima della ristrutturazione dell'appartamento di Strada Maggiore 49, quando gli ambienti erano già stati privati degli arredi. Quelle stanze avevano ospitato lo storico dell'arte Francesco Arcangeli, figura centrale della critica italiana del Novecento, insieme ai fratelli Nino, musicista, Gaetano, poeta, e Bianca, detta Rosalba, pittrice.
Attraverso l'obiettivo di De Mattia, le pareti spoglie diventano superfici sulle quali leggere le impronte di ciò che non è più presente. Le tracce dei mobili, dei libri e dei quadri compongono una sorta di archivio involontario, una mappa silenziosa che suggerisce la vita quotidiana e le vicende intellettuali della famiglia.
La fotografia si fa così strumento di osservazione e conservazione, capace di restituire visibilità a ciò che il tempo e le trasformazioni degli spazi rischiano di cancellare. Più che documentare semplicemente un luogo, De Mattia ne indaga la dimensione emotiva e culturale, trasformando l'assenza in una forma di testimonianza.

Giuseppe De Mattia a Casa Arcangeli tra fotografia, archivio e ricerca contemporanea
Nato a Bari nel 1980 e attivo tra Bologna e Noha, in provincia di Lecce, Giuseppe De Mattia è un artista visivo la cui ricerca attraversa fotografia, video, suono, disegno, pittura e installazione.
Il suo lavoro si sviluppa intorno ai rapporti tra memoria individuale e collettiva, archivio e contemporaneità, attraverso una pratica che combina osservazione critica, sperimentazione e una particolare attenzione agli oggetti e alle immagini della quotidianità.
Artista che ha preso parte al Premio Combat, De Mattia rappresenta una ricerca capace di attraversare linguaggi differenti, interrogando le possibilità narrative e concettuali dell'immagine contemporanea.
Accanto alla propria produzione artistica, collabora con Home Movies – Archivio Nazionale del Film di Famiglia e con la Cineteca di Bologna. Nel 2015 ha fondato L.T. – Libri Tasso, progetto editoriale indipendente dedicato all'autopubblicazione di libri d'artista, mentre nel 2020 ha avviato Marktstudio, spazio dedicato alla sperimentazione artistica all'interno di una bottega di cornici a Bologna.
La sua attività comprende inoltre collaborazioni con i collettivi Coclite/De Mattia e Casa a Mare, fondato insieme a Luca Coclite e Claudio Musso.

In occasione dell'esposizione, sabato 14 novembre alle ore 17.30, la biblioteca bEB ospiterà una conversazione tra Giuseppe De Mattia, Elena Volpato, curatrice della GAM di Torino, e Tommaso Pasquali, curatore di Palazzo Bentivoglio.
L'incontro sarà un'occasione per approfondire il progetto Casa Arcangeli e riflettere sul rapporto tra fotografia, memoria e tracce della vita quotidiana, temi che attraversano in maniera significativa la ricerca dell'artista.
La serie fotografica è stata inoltre pubblicata in un'edizione limitata da Danilo Montanari Editore.



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