Come cambia il collezionismo internazionale

Collezionisti più informati, selettivi e attenti alla relazione con gli artisti

Icollezionisti descritti da The Art Basel and UBS Survey of Global Collecting 2026 mostrano abitudini in trasformazione. La ricerca, firmata da Clare McAndrew per Arts Economics, raccoglie le risposte di 3.100 persone con un patrimonio finanziario disponibile del nucleo familiare superiore al milione di dollari, esclusi immobili e attività d’impresa, in dieci mercati.
È un osservatorio sul collezionismo facoltoso, da leggere senza estenderne automaticamente i risultati all’intero pubblico dell’arte.
Il primo dato riguarda la spesa. Nel campione, la media degli acquisti di arte nel 2025 raggiunge 124.265 dollari, in crescita del 13% rispetto al 2024. La Generazione Z registra una media di 347.460 dollari, nettamente superiore a quella delle generazioni precedenti. Queste cifre richiedono però attenzione: nel primo semestre 2026 il 77% degli intervistati ha speso complessivamente meno di 50.000 dollari. Le medie elevate convivono quindi con una maggioranza di acquirenti che opera su budget più contenuti.

La formazione del gusto conserva una forte componente familiare. Il 28% indica nella famiglia l’origine del proprio interesse per il collezionismo; fra i più giovani la quota sale al 40%. Le visite a musei, gallerie e fiere rappresentano il secondo punto di partenza, citato dal 22%. La trasmissione delle opere si accompagna così a quella di conoscenze e abitudini: il 72% del campione dichiara di aver ereditato lavori d’arte.
Prima di acquistare, si studia di più. Il 72% svolge ricerche moderate o approfondite, contro il 62% della rilevazione 2025; nella Generazione Z si arriva all’80%. Accanto agli esperti cresce il ricorso agli strumenti digitali. il 22% usa app o strumenti di intelligenza artificiale come fonti di consiglio, rispetto al 4% nel 2024. La ricerca segnala opinioni prevalentemente positive sul contributo dell’IA alla scoperta di opere e artisti, senza che questo equivalga a una verifica della sua affidabilità.
A una maggiore informazione corrisponde tuttavia una crescente cautela. La quota di chi dichiara di aver acquistato opere di artisti appena scoperti scende dal 66% al 45% fra le rilevazioni 2025 e 2026. I più giovani restano maggiormente aperti: il 56% della Generazione Z ha comprato un’opera di un artista prima sconosciuto, contro il 36% dei baby boomer. È uno dei passaggi più significativi del rapporto, l’interesse per la scoperta continua a esistere, ma la scelta di acquisto richiede maggiori rassicurazioni.
Cambiano anche le modalità di accesso al mercato. Nel 2025 e nella prima metà del 2026 l’87% ha acquistato da galleristi e mercanti, includendo gli acquisti in fiera. Il 62% ha utilizzato proprio le fiere, che raccolgono il 15% della spesa complessiva in arte.
Parallelamente, il 69% ha comprato direttamente dagli artisti, attraverso studi, commissioni o Instagram. Questi canali si sovrappongono nelle abitudini dei collezionisti: il contatto diretto e le piattaforme digitali si affiancano alla mediazione professionale.

La pittura conserva il primato, è stata acquistata dal 76% del campione e assorbe il 31% della spesa in arte. Le opere di artiste costituiscono invece il 44% dei lavori nelle collezioni, contro il 56% di quelli di artisti uomini. Un altro elemento riguarda la riservatezza, il 64% preferisce mantenere privata la propria identità di proprietario di opere entro il nucleo familiare o una cerchia ristretta. Collezionare e cercare visibilità pubblica, dunque, non coincidono necessariamente.
Questo rapporto restituisce soprattutto l’immagine di un collezionismo che cerca maggiore consapevolezza nelle proprie scelte. Le intenzioni restano favorevoli all’ampliamento delle raccolte: il 39% prevede di acquistare più arte nei successivi dodici mesi, mentre il 23% intende vendere. Sono progetti dichiarati, non risultati già acquisiti. Fra ricambio generazionale, strumenti digitali e prudenza, emerge un pubblico che continua a investire tempo e risorse nell’arte, chiedendo informazioni e relazioni capaci di sostenere le decisioni.



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