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Ana Mendieta al Tate Modern

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    Redazione
  • 5 giorni fa
  • Tempo di lettura: 5 min

15 luglio 2026 -17 gennaio 2027


Quest'estate la Tate Modern presenterà la prima grande mostra nel Regno Unito dedicata all'artista multidisciplinare Ana Mendieta dopo oltre dieci anni. Attiva tra gli anni Settanta e Ottanta, Mendieta ha sviluppato una pratica rivoluzionaria che ha messo in discussione le concezioni tradizionali di scultura, fotografia e cinema. Utilizzando una terminologia propria per definire il suo lavoro, è nota soprattutto per le opere earth-body, nelle quali il corpo viene tracciato nel paesaggio attraverso elementi naturali come terra, fuoco e fiori.


Imágen de Yágul, 1973
Imágen de Yágul, 1973. © The Estate of Ana Mendieta Collection, LLC. Courtesy Artist Rights Society (ARS), New York. DACS 2026. Courtesy Marian Goodman Gallery e di Alison Jacques, Londra.

Riunendo oltre 120 opere, la mostra sarà organizzata per nuclei tematici legati a luoghi simbolici, evidenziando i momenti chiave della carriera dell'artista e il suo costante dialogo con il mondo naturale. La celebre Silueta Series (1973–1980) sarà presentata accanto a film recentemente restaurati, dipinti e disegni raramente esposti, sculture degli ultimi anni e installazioni riallestite, offrendo una nuova lettura della sua ricerca e dimostrandone l'attualità per il pubblico contemporaneo.


La ricerca delle proprie origini e il desiderio di ristabilire un legame con la natura furono profondamente influenzati dall'esperienza dell'esilio. Nata all'L'Avana, a seguito della rivoluzione cubana Mendieta fu costretta a trasferirsi negli Stati Uniti insieme alla sorella, separandosi dai genitori, dal fratello e dalla propria terra all'età di dodici anni. Durante gli studi di archeologia e arte presso la University of Iowa realizzò numerose opere volte a ricostruire e rinnovare il rapporto con il proprio Paese. Nel film Ochún (1981) una figura modellata nella sabbia sulla spiaggia di Key Biscayne evoca simbolicamente le acque che separano e uniscono Cuba e gli Stati Uniti.

Tornata più volte nella sua terra d'origine durante gli anni Ottanta, realizzò le Esculturas Rupestres (1981), figure scolpite direttamente nella roccia calcarea ispirate sia all'evoluzione della Silueta Series sia alle forme osservate nei siti neolitici, con titoli tratti dalla tradizione afro-cubana e dalla cultura indigena Taíno. «Il mio lavoro appartiene fondamentalmente alla tradizione dell'arte neolitica», dichiarava nel 1984. «Non mi interessano le qualità formali dei materiali, ma quelle emotive e sensoriali». Queste opere testimoniano il desiderio dell'artista di creare immagini potenti e durature, profondamente radicate nella storia e nell'esperienza umana.



Untitled Silueta Series 1976
Untitled (Silueta Series), 1976. © The Estate of Ana Mendieta Collection, LLC. Courtesy Artist Rights Society (ARS), New York. DACS 2026. Courtesy Marian Goodman Gallery e di Alison Jacques, Londra.

Mendieta iniziò la Silueta Series durante un viaggio in Messico nel 1973, dando vita a opere effimere a grandezza naturale dedicate ai temi dell'esistenza, della rinascita e del rinnovamento. Bruciando, incidendo o modellando le sue Siluetas nel paesaggio, intervenne in diversi luoghi delle Americhe e dell'Europa, tornando spesso in siti per lei significativi o legati a memorie ancestrali. «Per me l'opera è esistita su diversi livelli. È esistita innanzitutto nella natura… e poi si è lasciata gradualmente erodere», affermava l'artista. Le impronte del corpo venivano così restituite alla terra, mettendo in discussione l'idea dell'opera d'arte come oggetto permanente. Fotografie e film documentano questo straordinario ciclo, dal primo intervento in cui il corpo dell'artista è ricoperto di fiori bianchi fino alle tracce della figura femminile impresse sulle rive dei fiumi e lungo le coste.

Al centro della mostra vi è anche la rete di relazioni che Mendieta costruì oltre i confini sociali, politici e geografici. Formatasi tra il 1972 e il 1977 nel programma sperimentale Intermedia della University of Iowa, entrò fin dagli esordi in una vivace comunità artistica. Trasferitasi a New York nel 1978, partecipò attivamente ai movimenti artistici e politici della città e aderì ad A.I.R. Gallery, la prima galleria statunitense senza scopo di lucro diretta da artiste e dedicata esclusivamente alle donne. La mostra dedica inoltre spazio al suo impegno nell'insegnamento, presentando alcuni dei primi video realizzati insieme ai suoi studenti in Iowa, tra cui Parachute (1973).


Ana Mendieta, Bird Run 1974.
Ana Mendieta, Bird Run, 1974. © The Estate of Ana Mendieta Collection, LLC. Courtesy Artist Rights Society (ARS), New York. DACS 2026. Courtesy Marian Goodman Gallery e di Alison Jacques, Londra.

Per la prima volta nel Regno Unito sarà presentata una selezione di film restaurati realizzati tra il 1971 e il 1981, che evidenziano il suo approccio sperimentale al mezzo cinematografico, arrivando a incidere o dipingere direttamente sulla pellicola. Attraverso questi film il pubblico potrà riscoprire opere iconiche come Anima, Silueta de Cohetes (Firework Piece) (1976) e Bird Run (1974), in cui l'artista, ricoperta di piume, corre lungo una spiaggia deserta. Il tema della trasformazione emerge anche nella serie fotografica Untitled (Facial Cosmetic Variations) (1972), dove il volto viene alterato attraverso cosmetici, parrucche ed espressioni differenti.


Nel 1983 Mendieta ottenne la prestigiosa borsa di studio Prix de Rome presso la American Academy in Rome. Dopo un decennio di interventi prevalentemente realizzati nella natura, il soggiorno romano segnò una svolta verso una pratica scultorea sviluppata in studio, orientata alla produzione di opere più permanenti. La Tate Modern presenterà diversi lavori a pavimento realizzati con terra e leganti, tra cui Nile Born (1984), e la scultura modulare La Jungla (Totem Grove) (1985), composta da tronchi d'albero sui quali l'artista ha impresso silhouette scure mediante la combustione della polvere da sparo. Insieme ai delicati disegni su foglia e ai dipinti della serie Amategram, realizzati su carta di corteccia e caratterizzati da forme totemiche, queste opere testimoniano la costante riflessione di Mendieta sulla figura femminile.


Ñañigo Burial 1976
Ñañigo Burial, 1976. © The Estate of Ana Mendieta Collection, LLC. Courtesy Artist Rights Society (ARS), New York. DACS 2026. Courtesy Marian Goodman Gallery e di Alison Jacques, Londra. Foto: Alex Yudzon.

La mostra offrirà inoltre ai visitatori la possibilità di confrontarsi direttamente con il carattere vivo e transitorio della sua pratica attraverso la riallestimento di alcune sculture effimere. Ñañigo Burial (1976), una Silueta composta da candele rituali nere, verrà accesa regolarmente per tutta la durata dell'esposizione. Sarà inoltre ricreata la prima opera earth-body concepita da Mendieta per uno spazio espositivo interno: un ambiente costruito con rami, foglie, terra, muschio e pietre che trasformerà la galleria in un paesaggio boschivo. Infine, oltre gli spazi del museo, una delle sue sculture arboree, originariamente realizzata nel 1982, sarà installata all'esterno della Tate Modern, restituendo al pubblico quella tensione tra trasformazione, resilienza e natura che attraversa l'intera visione artistica di Ana Mendieta.



Ana Mendieta 

Ana Mendieta (1948-1985) è stata un'artista multidisciplinare che ha sviluppato una ricerca fondata principalmente sull'impiego di elementi naturali quali terra, acqua, fuoco e vegetazione.

Le sue opere sono state esposte in numerosi musei internazionali, tra cui MUSAC di León (2024), SESC Pompéia di San Paolo (2023), Institute of Modern Art di Brisbane (2019), Middelheim Museum di Anversa (2019), Jeu de Paume di Parigi (2018), Martin-Gropius-Bau di Berlino (2018), Israel Museum di Gerusalemme (2014), Hayward Gallery di Londra (2013), Castello di Rivoli di Torino (2013), Art Institute of Chicago (2011), Whitney Museum of American Art di New York (2004), Helsinki City Art Museum (1996) e New Museum di New York (1987).

Nel corso della sua carriera ricevette numerosi riconoscimenti internazionali, tra cui due National Endowment for the Arts Grants (1977 e 1980), una National Endowment Fellowship (1982), il Creative Arts Program Services Grant della New York Foundation for the Arts (1979), la John Simon Guggenheim Fellowship (1980), il New York State Council on the Arts Grant (1982), il prestigioso Prix de Rome dell'American Academy in Rome (1983) e l'Award in the Visual Arts del Southeastern Center for Contemporary Art (1984). Nel 2009 la Cintas Foundation di New York le ha conferito postuma il Visual Arts Lifetime Achievement Award.



Informazioni:


Ana Mendieta

15 luglio 2026 – 17 gennaio 2027

Tate ModernBankside, Londra SE1 9TG

Aperta tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.00, con apertura prolungata fino alle 21.00 ogni venerdì e sabato.


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